Il progetto di Gianvito Brandonisio e Luigi Ruoto nasce nel Mezzogiorno: fotovoltaico dimensionato sul fabbisogno dei server, soluzioni AI sviluppate sulle esigenze delle singole imprese e supervisione umana nei processi decisionali. Una visione human-centric coerente con la traiettoria indicata dall’AI Act europeo. Un data center nel Mezzogiorno, alimentato con energia prodotta direttamente sul posto e dedicato a soluzioni di intelligenza artificiale progettate su misura per le esigenze delle imprese. È il progetto di Sfera Informatica & Strumentazione Srl, lanciato da Gianvito Brandonisio e Luigi Ruoto. Non capacità di calcolo generalista venduta a consumo, ma un’infrastruttura dedicata alle organizzazioni che pongono al centro sovranità dei dati, trasparenza e responsabilità delle decisioni. L’impianto fotovoltaico, secondo il piano dei fondatori, sarà dimensionato affinché la produzione possa coprire il fabbisogno dei server. Non è soltanto una scelta sostenibile: l’energia è una delle principali voci di costo di un data center e incide sulla competitività italiana rispetto al Nord Europa. L’autoproduzione richiede un investimento iniziale maggiore, ma riduce l’esposizione alle oscillazioni del prezzo dell’elettricità e rende i costi più prevedibili. Soluzioni su misura, non grandi modelli generalisti. All’interno della struttura verranno utilizzati modelli di intelligenza artificiale dedicati alle imprese e sviluppati per rispondere alle esigenze specifiche delle singole organizzazioni. Un modello circoscritto, configurato con informazioni e documenti aziendali, può avere costi di gestione inferiori rispetto ai grandi modelli generalisti e fornire risposte più pertinenti. Inoltre, facilita verifica, tracciabilità e governo, restando entro un perimetro noto. Un’AI etica con l’uomo al centro. La proposta va però oltre il luogo in cui vengono conservate le informazioni. Sfera Informatica & Strumentazione Srl intende sviluppare sistemi in cui l’automazione supporti il giudizio professionale senza sostituirlo nelle scelte con effetti rilevanti su persone, diritti e organizzazioni. L’essere umano resta responsabile: valuta gli output, riconosce limiti ed errori e può intervenire, sospendere il sistema o non seguirne le raccomandazioni. È qui che prende forma il principio dello human-in-the-loop, cioè dell’essere umano coinvolto nel processo: la sua presenza non deve ridursi a un passaggio formale, ma deve essere integrata nel ciclo decisionale. Ciò richiede ruoli chiari, registrazione degli interventi, output comprensibili e procedure per i casi dubbi. Il valore dell’AI si misura così anche nella capacità di rafforzare autonomia, competenza e dignità delle persone. Dall’etica alla governance. Questa impostazione è coerente con l’approccio dell’AI Act europeo, che stabilisce obblighi diversi in base al livello di rischio dei sistemi. Per i sistemi ad alto rischio, l’articolo 14 del Regolamento (UE) 2024/1689 richiede una supervisione umana adeguata ai rischi e all’autonomia del sistema. Chi la esercita deve comprenderne capacità e limiti, monitorarlo, interpretarne gli output e poter intervenire o arrestarlo. Lo human-in-the-loop traduce questa visione in pratica, ma va calibrato sul caso d’uso e non garantisce da solo la conformità alla norma. Per le imprese, questo orientamento richiede di collegare tecnologia, organizzazione e procedure: controllo dei dati, registri delle operazioni, accessi definiti, valutazione dei rischi e personale preparato alla supervisione. Il controllo decisionale significa sapere dove risiedono le informazioni, come sono trattate, quale sistema produce un risultato e chi conserva l’ultima parola. È il punto in cui il progetto incrocia una domanda sempre più chiara. Le imprese a cui Sfera Informatica & Strumentazione Srl si rivolge chiedono controllo delle informazioni, riservatezza e AI affidabile e governabile. In sanità, finanza, pubblica amministrazione e manifattura con know-how sensibile, localizzazione dei dati, tracciabilità e presidio umano sono ormai requisiti contrattuali, di rischio e di conformità. La leva territoriale. Il mercato italiano dei data center è concentrato nell’area milanese, dove si trovano i principali nodi di interconnessione. Il Mezzogiorno mette sul tavolo altro: disponibilità di aree, un irraggiamento tra i più elevati d’Europa e costi di insediamento inferiori. È la combinazione che ha già attratto capitali nella generazione rinnovabile; sul fronte del calcolo il precedente industriale è invece ancora da scrivere, ed è esattamente lo spazio che il progetto rivendica. Per i fondatori, la collocazione geografica è parte della tesi, non una circostanza: l’innovazione può nascere e svilupparsi nel Mezzogiorno generando valore, occupazione qualificata e nuove opportunità per il territorio. Sfera Informatica & Strumentazione Srl porta questa tesi nel campo delle infrastrutture digitali, unendo calcolo, energia rinnovabile, controllo del dato, supervisione umana e responsabilità. L’ambizione è dimostrare che dal Sud possono nascere progetti competitivi capaci di indicare una direzione europea: un’AI sostenibile e affidabile, costruita per le persone e governata dalle persone. Riferimenti: Regolamento (UE) 2024/1689, art. 14; Commissione europea, Ethics Guidelines for Trustworthy AI. Sfera Informatica & Strumentazione Srl | 1
