Come si racconta oggi uno dei testi più importanti della letteratura mondiale a una generazione cresciuta tra videogiochi, streaming e contenuti da pochi secondi?
La risposta arriva da Napoli e sceglie una strada radicale: non semplificare Dante, ma cambiare il modo di entrarci.
Al PalaEden di Edenlandia debutta “Dante Inferno”, il nuovo progetto immersivo prodotto da Wiplab che trasforma la Divina Commedia in un’esperienza di realtà virtuale e Metaverso capace di coinvolgere il pubblico in prima persona.
Non una mostra tradizionale e nemmeno una lezione spettacolarizzata.
Per circa 70 minuti il visitatore attraversa ambienti virtuali, esplora scenari ispirati ai canti dell’Inferno e vive il percorso di Dante come protagonista attivo di una narrazione che unisce tecnologia, emozione e cultura.
La Selva Oscura non viene più soltanto immaginata: si attraversa.
Le anime dannate non vengono solo studiate: si incontrano.
Il viaggio non resta sulla pagina: prende corpo.
A guidare il pubblico fin dall’inizio è un Dante olografico con la voce intensa e riconoscibile di Luca Ward, che accompagna il percorso con il tono epico di chi sta aprendo una porta su un altro mondo.
L’idea nasce da una riflessione precisa: il problema non è che i giovani non siano curiosi, ma che il linguaggio culturale spesso non riesca più a dialogare con il loro modo di vivere le esperienze.
Per questo “Dante Inferno” utilizza strumenti contemporanei — VR, immersione, interazione, dinamiche esperienziali — per riportare al centro contenuti antichi ma ancora potentissimi.
Tra i momenti più significativi c’è la Sala degli Specchi, spazio simbolico che trasforma il percorso in qualcosa di più profondo di una visita: un confronto con sé stessi, con le proprie paure e con le proprie domande.
Il finale apre invece una dimensione educativa grazie a tavoli interattivi e contenuti pensati per scuole e studenti, trasformando ciò che è stato vissuto in conoscenza.
E non è casuale che tutto questo parta da Napoli.
Città che vive da sempre tra luce e ombra, tra profondità e rinascita, Napoli diventa il palcoscenico ideale per un progetto che vuole dimostrare una cosa semplice ma rivoluzionaria: la cultura non deve inseguire il presente, deve imparare ad abitarlo.
Dopo l’Inferno, gli organizzatori hanno già annunciato il prossimo passo.
Il viaggio verso il Purgatorio è appena cominciato.
