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Da padre di una miss a "denunciato speciale"?. Accade in Calabria



Accade anche questo. Tra i tanti problemi che la società vive, si deve arrivare anche al presunto "genitore insulso". Se non fosse che però, il genitore sembrerebbe aver diffamato e tentato di estorcere denaro a lui non dovuto, con messaggi discutibili privati e pubblici suoi o di terzi. E il tutto con buona probabilità finirà in tribunale.

Succede in Calabria, dove Devis Paganelli, il Patron del concorso nazionale più trasparente d'Italia "Miss Principessa d'Europa" ha deciso di porre fine ad atteggiamenti da lui ritenuti discutibili da parte di un genitore che sembrerebbe aver superato il limite.

Veniamo ai fatti. Una ragazza minorenne, prende parte, come accade per oltre tremila ragazze ogni anno, al concorso di bellezza coordinato da colui che è anche il Presidente ad Honorem del CIP Coordinamento Italiano Professionisti Moda Spettacolo (si precisa che il CIP ha proprio la finalità di combattere fenomeni discutibili nel mondo dello spettacolo e della moda, cercando di tenere lontani soggetti discutibili). La giovanissima aspirante modella, partecipa alle selezioni ufficiali della Calabria, divertendosi e anzi, diventando anche amica insieme alla famiglia, della talent scout territoriale. Come impone il regolamento del contest, che appunto è ritenuto il concorso più trasparente per una serie di regole di rispetto etico imposte dal patron, i genitori al momento dell'iscrizione sono stati informati sul regolamento generale che implica diritti e doveri (a tutela sia dell'organizzazione, sia delle concorrenti, sia dei genitori delle concorrenti minori). Dopo questi dettagli burocratici la miss ha preso parte alle selezioni aggiudicandosi la fascia di finalista nazionale e quindi ottenendo il privilegio di essere tra le 100 concorrenti che ogni anno sfilano il 10 settembre circa, sul red carpet televisivo di Miss PDE. Fin qui tutto fila liscio, ma poi accade qualcosa. Lo chiediamo al Patron Devis Paganelli.

Patron, che cos'è successo poi?
Prima di procedere voglio spiegare che nel regolamento è previsto che l'accredito per la finalissima non possa essere ritirato da parte di chi ha vinto una fascia nazionale. Questo perché i miei talent scout lavorano sodo ogni anno e quando fasciamo una ragazza con fascia nazionale per noi è un lavoro oltre che ad essere qualcosa che ci gratifica, implica un grande sforzo organizzativo generale. La miss che viene fasciata toglie una reale opportunità ad un altra concorrente e questo quindi ci impone come da regolamento, di non permettere una mancata presenza. E' poco rispettoso sia nei confronti del nostro lavoro e anche nei confronti di quelle miss che non sono riuscite a prendere la fascia nazionale. Per questo chi non presenzia alla finale per motivi che non siano quelli di salute giustificati e certificabili (in tale ipotesi viene emesso un voucher per l'anno successivo) perde la quota e in caso di minorenne è anche obbligatorio pagare le camere accompagnatori prenotate. In alcuni casi, sempre come da regolamento che tutte le concorrenti e propri genitori leggono prima di firmare la liberatoria, è prevista anche una penale risarcitoria per quelle miss (o loro parenti) che ad esempio con atteggiamenti discutibili mettono in discussione il nostro impegno e la nostra trasparenza.

Quindi cos'è accaduto in Calabria?
In questa regione stupenda, piena di location suggestive e di persone magnifiche, dove ho conosciuto miss e famiglie fantastiche, la mia talent scout ha eletto per l'edizione passata 2022 una miss con fascia nazionale (grazie al voto della giuria che da noi è sovrana).  A questo punto come da regolamento i genitori si adoperarono ad effettuare l'accredito che come previsto, implica il pagamento della quota Hotel per la miss finalista e la prenotazione di una camera per gli accompagnatori (essendo la miss avente diritto, una ragazza minorenne). I genitori effettuarono tutto quanto previsto da regolamento il 22 luglio 2022, ma all'improvviso, dopo oltre un mese e a pochi giorni dalla partenza (il 2 settembre 2022) il padre della ragazza decide di comunicare che la figlia non potrà prendere parte al contest pretendendo la restituzione dell'accredito.

Non è certo un reato questo. 
Assolutamente. Fino a qui non è un reato. Ma la motivazione del ritiro era del tutto risibile e comunque non rientrava nelle opportunità da regolamento. Il genitore ha subito affermato all'epoca che aveva preso atto solo in quel momento da una comunicazione appena uscita, che l'inizio delle lezioni scolastiche della figlia, combaciavano con la nostra finalissima. Ma questo era assolutamente falso, dal momento che in Calabria le date scolastiche erano state rese note il 6 giugno 2022 dalla regione, pertanto al momento dell'accredito (in luglio) i genitori non potevano non sapere. Detto ciò, a prescindere dalla motivazione che non è certamente di salute, la quota era persa e anzi, la miss, resasi inadempiente, sarebbe stata tenuta al pagamento delle quote alberghiere dei genitori regolarmente prenotate e anche alla penale prevista da chi viola il contratto di partecipazione.

Questo immagino possa capitare ed è gestito senza problemi. Quindi cosa c'è che non ha funzionato poi?
Il genitore in questione, che in svariati messaggi prima degli accadimenti ha lasciato intendere quanto il nostro contest fosse trasparente, organizzato e ben fatto, ha iniziato poi, a negazione di ogni rimborso da parte nostra, ad infangare il nostro lavoro e il nostro brand appena questo papà ha appreso che, ritirando la figlia dal contest, non avrebbe ricevuto in restituzione la somma versata, avviando una serie di minacce e intimidazioni sia a me sia alla mia talent scout di fiducia in Calabria. Ha in più occasioni lasciato intendere che se non avessimo restituito le somme, avrebbe diffuso notizie di svariata natura al fine di screditarci.

Tutto questo per una quota alberghiera?
Esatto. E' ridicolo. Il genitore ha iniziato a dire che in tutto il mondo si può disdire un hotel e pretendere il rimborso, quando in più occasioni questo genitore è stato ampliamente informato sul regolamento che lui stesso ha firmato almeno 3 volte in diverse occasioni. Ha iniziato a diffondere notizie distorte e strumentali tra genitori del territorio cercando di creare disagi e problemi alla mia organizzazione.
Ha iniziato addirittura ad affermare che era stato minacciato sia da me sia dalla nostra talent scout, ritenendo minacce le richieste di saldare la quota alberghiera che ancora oggi non risulta saldata. In realtà la mia disponibilità nel proporre il saldo dell'Hotel prenotato, sarebbe stato sufficiente e che non avremmo preteso il risarcimento della penale concordata, era assolutamente una volontà a concludere la vicenda con buon senso e senza ulteriori problemi, altro che minaccia.

E lei cos'ha fatto?
Sono notoriamente un problem solving. Già a settembre avevo evitato di pretendere che questa famiglia versasse il denaro per la prenotazione accompagnatori che non avevano mai saldato, come il regolamento avrebbe imposto. Ho poi evitato di pretendere la penale prevista per la mancata presenza e ho infine soprasseduto sul richiedere come previsto, il risarcimento per le gravi affermazioni che questo signore aveva già divulgato creando per altro tensione con altri genitori magari scontenti della mancata vittoria della propria figlia e quindi attaccandosi come spesso accade in queste mancate vincite, a responsabilità terze.

Ma abbiamo appreso che ora ha preso posizione a livello legale.
Non potevo esimermi. Devo tutelare la mia persona, il buon nome del contest e il duro lavoro svolto ogni anno da oltre 200 persone coinvolte in tutta Italia che organizzano eventi con noi e spesso vivono di questa attività. Non posso mettere a repentaglio la nostra immagine e trasparenza, maturata in oltre trent'anni di lavoro. Ho provveduto a dare mandati ai nostri legali, sia in sede civile sia in sede penale. Ci sono le condizioni e gli estremi per procedere in entrambe i casi e purtroppo, avendo letto alcuni commenti e post sui social, che anche se privi di citazioni sono riconducibili a noi, abbiamo dovuto includere nei procedimenti anche altre 5 persone in Calabria che dovranno rispondere nelle sedi opportune.

Si parla di risarcimenti a cinque zeri. 
Ripeto che avevo lasciato perdere. Ma solo pochi giorni fa questa persona, padre di una concorrente ritirata su sua completa decisione, o forse meglio su decisione dei genitori  stessi, ha riavviato mail, telefonate, messaggi e quant'altro. Non posso ora evitare posizioni. Nella mia carriera professionale, avendo oltre dodici divisioni, producendo format televisivi, spettacoli e gestendo casting per cinema, moda e televisione, è normale che capitino anche piccole situazioni come queste. Ogni due o tre anni capita qualche "fenomeno" o qualche soggetto che prende accordi e poi non ha il rispetto di mantenere gli impegni presi. E' fisiologico ma ciò non significa che non si debba perseguire. L'importante è fermare in tempo chi si comporta male affinché non si crei l'effetto domino. Nel caso in questione, l'atteggiamento di questo genitore ha coinvolto anche altre famiglie che inconsapevolmente con commenti e post, si sono rese complici dei medesimi reati ipotizzati. Puntualizzo e chiudo che come ho già fatto in passato, tutti i risarcimenti che percepiremo saranno devoluti ad attività benefiche e quindi a sostegno di progetti umanitari