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La situazione delle discoteche italiane chiuse ha una causa all'origine? Forse si


E intanto nel mondo (ma anche nei ristoranti di tutta Italia) si balla (nel video festa del Freedom Day a Londra - Luglio 2021)


Per molti addetti al settore, all'origine dell'attuale grave situazione del nightlife c'è la totale mancanza di rilievo e attività delle associazioni e dei sindacati di categoria, privi di potere a quanto appare e privi di alcun tipo di entratura con la politica e con il governo. Questo è ormai il parere diffuso sempre più confermato dai fatti.
La "movida", snobbata dalle istituzioni, è un segmento che muove in maniera diretta quasi 800.000 addetti tra proprietari, dipendenti, collaboratori, artisti, con un bacino di coinvolti indiretti pari a quasi 7 milioni di italiani nel nostro Paese. Contatti da capogiro quindi, che però rimangono inascoltati e il dubbio che chi deve tutelare e rappresentare il mondo della notte, è che sia del tutto inefficace e manchevole di relazioni e modus operandi incisivi. O forse, per alcuni addetti, ci sono troppi conflitti d'interesse che portano coloro che hanno poltrone in questi ambiti, a preferire lotte e impegno per altri segmenti. Ma capiamo meglio.

Nei ristoranti, nei bagni in spiaggia, nei bar e nelle piazze non si può ballare perché privi di regolare licenza. Eppure ballano e quando capita qualche sanzione, avviene per superamento delle capienze e non per il ballo non consentito. Il ballo spontaneo è illegittimo in un locale non autorizzato a tale finalità come stabilito dalla  n. 21012 del 27 settembre 2006 che recita : "E’ legittima la sanzione amministrativa irrogata per la violazione degli artt. 666 C.P. e 68 TULPS, nei confronti del gestore e, in solido, del proprietario di un locale aperto al pubblico privo dell’autorizzazione per lo svolgimento di attività di ballo, qualora risulti accertato che all’interno del locale ballava un numero indeterminato di persone, in uno spazio sgombrato allo scopo, non rilevando che tale attività fosse di natura spontanea, non autorizzata e non organizzata dal proprietario e che all’interno del locale esistessero cartelli di divieto, essendo comunque sufficiente ad integrare l’elemento psicologico della colpa il comportamento omissivo del gestore, che, a tutela dell’incolumità degli avventori, avrebbe dovuto attivarsi per impedire loro di ballare".

E i titolari delle discoteche insorgono : 
"Eppure in giro si balla e noi che siamo titolari di discoteche, dove si potrebbe ballare, siamo chiusi. Qualcosa non torna"

Ci riportano alcune posizioni che appaiono infatti discutibili. Ad esempio, ci sono sindacati composti in alcuni casi da rappresentanti (che rispondono assai spesso di non avere alcuna convenienza economica dall'operato svolto nel sindacato stesso),  con poltrone in altri ambiti come ad esempio la rappresentanza di ristoranti o bar. In questi casi come ben sappiamo, bar e ristoranti possono oggi fare cene spettacolo, lavorare praticamente come prima del Covid, comunque nel rispetto di alcuni vincoli.
Sappiamo bene come si è già visto, che ci sono situazioni dove la gente balla come in discoteca proprio nei ristoranti e qui, diventa difficile per chi rappresenta ristoranti e bar (e anche le discoteche), andare ad alzare la voce con il Governo per tutelare le discoteche magari andando a gridare : "Se ristoranti e bar possono fare quello che vogliono praticamente, perché non aiutiamo le discoteche a riaprire subito? Se possono ristoranti e bar perché non le discoteche?".

Ci sono forse conflitti d'interesse?
Ci è capitato di leggere chat in gruppi whatsapp di associazioni di categoria (inviateci da titolari di discoteche inferociti), dove alcuni esponenti di un noto sindacato, affermano di avere contatti con questo o quel politico (senza ovviamente citarlo) forse millantando o comunque promettendo interventi o posizioni a tutela dei locali, quando sembrerebbe che il Governo, in autonomia con il CTS si sta muovendo come ben si sa, senza alcuna influenza/intervento/pressione da parte dei sindacati di categoria che per altro sono mossi tutti a quanto sembra, da un unico comune denominatore : La rappresentanza delle imprese in generale, attraverso l'appartenenza dei principali sindacati di categoria, a gruppi come Confesercenti o Confcommercio. Ciò per ormai molti "discotecari" è inteso come un grande conflitto d'interesse che genera paradossalmente con buone probabilità, un mancato adeguato sostegno a chi deve essere tutelato.
I dirigenti dei locali sono sul piede di guerra non solo contro il Governo ma anche con chi avrebbe dovuto rappresentarli, tanto da dare vita a piccole associazioni locali indipendenti, tanto da presumere l'abbandono di associazioni di categoria ormai ritenute obsolete e inutili (la situazione dell'ultimo anno descrive in maniera piuttosto verosimile questa tesi).
Sembrerebbe che l'unica motivazione che ancora tiene legati molti esercenti ai sindacati e alle associazioni, siano le agevolazioni iva e SIAE che queste, offrono ancora ai propri associati, ma come trapela da molte indiscrezioni, sono ormai tanti i titolari di discoteche che si stanno adoperando in valide alternative che possano offrire le stesse opportunità.

"Vi sembra normale che le agevolazioni in termini di tasse, sconti, siae, iva che ha un cinema per adulti, ritenuto per lo Stato attività culturale, non possa essere tale per una discoteca dove si fa musica?" - questa è idea comune degli esercenti del mondo della notte, che continuano - "il progresso avviene ovunque, e non da meno è il mondo della notte, dove il Dj suona, così come suona un qualsiasi orchestrale. Chi crea musica con il tamburo, chi con un piatto, chi con due dischi, chi con effetti sonori, chi con file mp3. Creando musica si fa arte, arte è cultura. Perché viene intesa incredibilmente cultura un film porno in Italia e non una serata di musica in discoteca? Perché un cinema porno deve avere quelle agevolazioni in termini economiche proprio perché viene ritenuto cultura e noi del mondo della notte veniamo snobbati senza poter usufruire di quelle stesse agevolazioni? Dove sono le associazioni di categoria e i sindacati che da anni, decenni, non risultano aver fatto nulla in tal senso? E non ci raccontino che abbiamo ottenuto agevolazioni per l'appartenenza al sindacato per favore, quelle agevolazioni le possiamo ottenere anche singolarmente creando piccole associazioni locali".

E ci si mette pure il COVID da quasi un anno a mettere i bastoni tra le ruote, proprio li, dove da decenni sindacati e associazioni di categoria non sono riusciti a snodare quei nodi dell'aspetto "culturale" per i locali (a dire di molti semplicemente perché le stesse associazioni non hanno fatto assolutamente nulla per ottenere qualcosa dal Governo in tal senso).

Ma poi la questione Soundreef ancora poco nota a centinaia di discoteche, come viene intesa dai titolari delle discoteche?
"Noi non siamo stati informati dalle nostre associazioni o dai sindacati in merito all'opportunità Soundreef per risparmiare sulle licenze e anche sulle agevolazioni relativi ai risparmi sui costi o quant'altro per chi decide di utilizzare Soundreef anziché SIAE ad esempio per la musica dal vivo e questo forse, volendo pensar male, è perché SIAE ha qualche relazione o accordo con le associazioni di categoria? Forse ci sono interessi che determinano proprio il fatto che chi dovrebbe tutelarci e permetterci di risparmiare sotto varie aspetti, non ci informi sulla convenienza di Soundreef?"

Lo scontento appare evidente per i rappresentati che continuano 
"A noi pare che le nostre associazioni di categoria, siano pronte a siglare protocolli d'intesa quando questi sono attività e iniziative mosse e promosse dalle istituzioni e mai al contrario. Guardatevi l'intesa firmata dal Ministro degli interni nel 2019 e guardatevi i punti siglati e poi qualcuno ci dica cos'hanno fatto i nostri rappresentanti dei punti citati. Io che ho un locale che ha rispettato tutto, quale premio, come previsto dall'intesa ho ricevuto? Se qualcuno sbaglia paga, se qualcuno lavora sodo non ottiene nulla, anzi se uno si ubriaca da solo fuori dal locale e lo trovano morto sul marciapiede, la colpa forse viene attribuita senza ombra di dubbio a me che non centro nulla perché non ci sono norme chiare e a tutela della mia professione"
(chi vuole leggere il documento siglato dal Ministro dell'Interno per altro incredibilmente senza data, può trovarlo qui : https://www.silb.it/wp-content/uploads/2019/07/intesa-programmatica-2019.pdf)

Devis Paganelli (presidente del CIP Coordinamento Italiano Professionisti della Moda e dello Spettacolo) : "La cosa ridicola è che si balli ovunque, anche dove non consentito e che le discoteche siano chiuse con la mia premessa che a mio parere il ballo dovrebbe essere consentito come libertà di espressione in qualsiasi luogo senza vincoli o leggi che ci dicano dove parlare, dove ballare, dove cantare. Altrettanto ridicolo che gente ammassata si ritrovi in manifestazioni autorizzate per le vie delle grandi città o agli eventi politici quando si vieta poi di ballare in discoteca. Ridicolo che aumentino i vaccinati e che aumentino anche i contagiati di Covid con il rischio di nuovi lockdown".

Il grido di coloro che vivono il mondo della notte sembra quasi univoco. Sono allo stremo. Si sentono abbandonati (e forse lo sono).