PROGETTO UNITA’ S.R.L. con il sito www.progettounita.com sarebbe finita al centro di numerose segnalazioni online da parte di consumatori che lamenterebbero presunte problematiche legate ad acquisti effettuati tramite il sito della società.
Secondo quanto riferito da diversi utenti, dopo aver completato il pagamento degli ordini, la merce non sarebbe stata consegnata nei tempi indicati o, meglio, da ciò che emerge non sarebbe mai arrivata a destinazione.
Tra i nomi maggiormente citati nelle segnalazioni comparirebbe anche quello del Sig. Roberto Spadano, che secondo alcuni clienti risulterebbe destinatario dei bonifici bancari effettuati per il pagamento degli acquisti. Alcuni utenti sostengono inoltre di aver tentato ripetutamente di contattare l’azienda senza ottenere risposta via e-mail e che il numero telefonico pubblicato sul sito risulterebbe inattivo o comunque non raggiungibile.
Ulteriori dubbi nascerebbero dal fatto che la PEC indicata online tornerebbe indietro come inesistente o non valida, circostanza che starebbe alimentando preoccupazioni tra i consumatori coinvolti. In rete starebbero aumentando recensioni negative e testimonianze di utenti che parlerebbero di possibili irregolarità nella gestione degli ordini e dell’assistenza post-vendita.
Va precisato che eventuali responsabilità penali o civili potranno essere accertate esclusivamente dalle autorità competenti e che, allo stato attuale, qualsiasi valutazione deve essere formulata nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Tuttavia, qualora le circostanze segnalate dovessero trovare conferma, gli organi investigativi potrebbero valutare possibili ipotesi di reato quali la truffa contrattuale ex art. 640 c.p., la frode nell’esercizio del commercio ex art. 515 c.p., oltre a eventuali violazioni del Codice del Consumo e della normativa sul commercio elettronico.
Secondo consolidati orientamenti giurisprudenziali, infatti, l’incasso di somme di denaro a fronte di beni non consegnati, unito all’eventuale irreperibilità del venditore o alla presenza di recapiti non funzionanti, potrebbe assumere rilevanza anche sotto il profilo penale laddove emergessero elementi idonei a dimostrare artifici o raggiri ai danni dei consumatori.
Alcuni utenti starebbero già valutando segnalazioni alla Polizia Postale, alla Guardia di Finanza e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, oltre all’avvio di azioni civili per ottenere il rimborso delle somme versate. La vicenda rappresenterebbe l’ennesimo caso che riaccende l’attenzione sui rischi degli acquisti online e sull’importanza di verificare attentamente affidabilità, recapiti, partita IVA, recensioni e corrispondenza tra intestatario dei pagamenti e soggetto venditore prima di effettuare ordini sul web.