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Covid e umore: a Villa Domi iniziative per affrontare la depressione

È uno dei mali più insidiosi dell’epoca moderna e ai tempi del covid e dei limitati rapporti sociali la solitudine interiore si fa sempre più prepotente. È per questo che a Napoli nasce l’iniziativa Un pensiero per Fiorella Fabiola che racchiude una serie di eventi, convegni e dibattiti sul tema della depressione. Cornice di questa serie di incontri è Villa Domi, la splendida location che affaccia sul meraviglioso panorama di Napoli. Ideato e diretto da Magda Mancuso in collaborazione con la fondazione Ripacandida e Ginestra dell'ingegnere Francesco Terrone (portavoce Massimo Sparnelli) e con Domenico Contessa, patron di Villa Domi, il progetto si muove a sostegno delle vittime di depressione e gli eventi saranno trasmessi anche su diverse televisioni campane.

A moderare il primo convegno tenutosi nel mese di aprile è stato il giornalista della Rai Rino Genovese, il quale ha dato la parola a esperti di vari ambiti per parlare del tema della grande D. Evento che nasce dal dolore resiliente della stessa organizzatrice, sorella gemella di Fiorella Fabiola, che di depressione ne è morta suicida a soli 38 anni lasciando i suoi affetti più cari con un messaggio sul cellulare. Ed è così che la storia di Fiorella si è fatta universale e portavoce di un messaggio forte e chiaro: diffondere e prevenire è di estrema importanza.

Parlare significa dare la possibilità a tutti di poter essere ascoltati e cominciare a sentirsi più leggeri. Dare uno spazio al malessere. Sapere che se ne può parlare è un primo passo per uscirne. A dirlo è stata, in particolare, Manuela Morra (psicologa, psicoterapeuta e sessuologa).

Ma in che modo può essere definita la depressione? Quali le sue cause? Un accomodamento, affondare nella poltrona del presente, mancanza di immaginazione, incapacità di incanalare la propria aggressività. Questa è depressione, ha affermato lo psichiatra Paolino Cantalupo.

Tante possono essere le cause ad essa legate. Ad esempio pressioni psicologiche quali lo stalking, come ha sottolineato Pietro Prevete (psichiatra, psicoterapeuta e dirigente responsabile Progetto Antistalking ASL NA1). Quest’ultimo ha evidenziato anche come la malattia della depressione possa essere effettivamente curata ma come, a volte, i pazienti possono non essere pronti ad affrontare il percorso di guarigione.

La depressione, tra l’altro, ha uno stretto legame con il cibo. Insomma, quando si dice che noi siamo quello che mangiamo è vero. Carlo Nunneri, nutrizionista, ha spiegato che alcuni cibi e una determinata dieta possono anche curare la malattia. Ci sono studi che confermano come l’assunzione di omega 3, di alcune vitamine e nutrienti aiuti i pazienti a guarire, insieme ai farmaci prescritti dal medico. La dieta per non essere mai depressi?

Sicuramente è bene distribuire gli alimenti che piacciono al paziente in maniera equa durante l’arco della settimana.

Francesco Terrone, ingegnere e presidente dell’associazione “Ripacandida e Ginestra”, ha portato alla luce invece l’importanza di curare la malattia dall’inizio. Essere, diventare consapevoli per poter reagire.

Ci sono poi state testimonianze di lotta e rinascita dalla depressione. L’attrice e cantante Anna Capasso e Domenico Contessa hanno raccontato la loro esperienza e di come, nel caso della Capasso, a volte ci si può salvare da soli ed essere più forti del male di vivere.

Mentre il comunicatore e presidente di Jet Set Capri, Fabio Palazzi, ha portato la sua storia di gioia di vivere, vitalità e coraggio di affrontare le avversità.

Molte volte il senso della vita è più semplice di quello che si pensa e non mai è tutto perso come sembra. C’è sempre un’altra strada, un’altra possibilità. Dal baratro è possibile risalire.